“lo vedi anche tu il nostro mare evaporato…adesso è un enorme cratere. non dovrebbe sorprendermi. stava nell’ordine delle cose. abbiamo ridotto in granelli di sabbia più di un miliardo di illusioni ed erano queste acqua azzurra senza confine. nell’ironia dei cieli e della terra si è spento anche il fuoco dell’ansia imperdonabile che ha reso gli anni tanto brevi. ora non so di preciso…una martedì o un venerdì verrà la morte. già mi vedo sbigottito impreparato…non saprò come scusarmi. prevedo a quel punto un briciolo di coraggio…le chiederò finalmente cos’è l’incomprensibile…me lo faccia capire…questo almeno mi deve…ed ecco…in un lungo istante…ormai non credo di sbagliarmi…la totale insospettabile semplicissima limpidezza…”

– Alberto Valli Fassi von Karuck Soheve. “Alle nostre deboli tracce” copyright 2014

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