“tra le stelle di un altro lontanissimo cielo o esploratrice graziosa della vissuta avventura…ovunque tu sia perfettamente io so che ancora mi ami e lascio a te sola il mio ritratto: capelli bianchi lunghi e l’espressione di ragazzo ingiustamente invecchiato. senza destinazione confessabile riottoso e sempre arrogante coltivo migliaia di libri come pianticelle delicate ma temo sia inutile. ho dimenticato in un albergo tutto quanto mi avrebbe potuto salvare…pentito però sono assiduo all’Ufficio degli Oggetti Smarriti…mi stringo a te per paura dell’oblio quindi più forte ti tengo nell’orgasmo della memoria a perdifiato così nell’anima fintanto che c’è. ogni sera leggo dieci pagine del romanzo dedicato alla meta irraggiunta e manca solo l’ultimo capitolo. vie è descritto attimo per attimo il viaggio sorprendente lungo i tortuosi sentieri dove a stento riconosco le nostre deboli tracce.”

– Alberto Valli Fassi von Karuck Soheve. “Alle nostre deboli tracce” copyright 2014

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3 pensieri su “

  1. …ho dimenticato in un albergo tutto quanto mi avrebbe potuto salvare…pentito però sono assiduo all’Ufficio degli Oggetti Smarriti…
    …mi stringo a te per paura dell’oblio quindi più forte ti tengo nell’orgasmo della memoria a perdifiato così nell’anima fintanto che c’è…
    due passaggi semplicemente meravigliosi che magnificano il contesto. Ammirata!

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