“rileggere una poesia è un piacere intellettuale legato all’stante in cui stupì la sua bellezza. anche guardare una foto sfiorare un volto ritratto con le dita della nostalgia è un piacere dell’anima… ed entrambe sono un ritorno. scrivo per dare un’idea degli innumerevoli approdi benché non sia richiesta genialità particolare. è tanto semplice…intensamente all’indietro nell’epoca che riappare limpida…è solletico e sussurro dell’affetto che non andrà perduto. il passo è breve per trovare un senso all’attesa di quell’altra vita. ma bisogna avere l’intuizione. ebbene essa sta negli attimi del tempo riversati tutti in un altro tempo più generoso e senza scadenze. lì si fanno molte cose eccellenti come perfettamente ricordare e capire. il primo dolore presto è vapore nell’aria e conduce l’entusiasmo d’essere ancora. anche il cielo incuriosito risplende d’astri sconosciuti…quello stesso che ci guardò indifferente. ”

– Alberto Valli Fassi von Karuck Soheve. “Alle nostre deboli tracce” copyright 2014

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