“da questa altezza di vertigine è facile riesumare squinternati bauli colmi d’oro e di perle negligentemente trascurati nel noioso conflitto tra il privilegio dell’invisibile e la negativa testimonianza. è bisticcio inconcludente…astrazione e realtà confusamente in agguato e sempre invano. ne ho abbastanza e ostento la necessità di un mio eterno esilio. anzi mi accosto ad una essenziale sia pur tardiva determinazione: a riprova dell’irriconoscente fatica dedico il mio congedo all’esasperazione dell’invisibile…al trionfo dell’inconcepibile dell’inspiegabile…dell’impossibile…e così sia. ”

– Alberto Valli Fassi von Karuck Soheve. “Alle nostre deboli tracce” copyright 2014

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