“tu cantavi…chitarra e sigarette musicista convinto o meglio dicevi: cantautore. La tua voce nei fondali più remoti è quasi smarrita anche nella mia lucida memoria. l’esuberanza miope e l’età inquieta non ti consigliarono un briciolo di timore o ponderatezza e hai potuto così essere soltanto infelice. dopo oscillanti umiliazioni con elusiva chirurgia sei sepolto dall’87 in un cimitero di provincia… ma se il tempo ti ha travolto in anticipo anche il tuo pubblico non se la passa ormai tanto meglio. ti sia di conforto sapere che le tue canzoni sono libellule celesti e ritornano in lievi frammenti nel volgere dell’estate. ritento anch’io qualche nota…o forse ti ascolto laggiù sulla sabbia di Migliarino nel concerto che sarebbe passato a fragile storia nel bagliore del semicerchio dei fuochi…e alla luce già velata della tua ultima luna…”

– Alberto Valli Fassi von Karuck Soheve. “Alle nostre deboli tracce” copyright 2014

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