“non so come ti convinsi eppure bionda in lino bianco impalpabile eri un angelo per le strade di Bombay. il diario scrupoloso annotava la vita quando somiglia a una condanna e febbrili eternità come scherzi di cattivo gusto. annotava la sedicente scienza dell’anima già di moda ormai ospite indesiderata del giovane Buddha o del ciclo delle reincarnazioni. tenacemente individualisti escogitammo altre vie d’uscita nella stagione delle piogge e una tenue fiamma si mise sempre in salvo. era la tua data in cambio al più nero scetticismo per almeno un quarto dell’orizzonte che avrebbe fatto comodo negli anni che seguirono”

– Alberto Valli Fassi von Karuck Soheve. “Alle nostre deboli tracce” copyright 2014

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