“a Roma stasera seguendo una traccia faccio la guardia al tuo viso mia dolce principessa senza fortuna. in quel giardino soffocato dai rovi i tuoi passi lungo il muro di cinta e nella villa settecentesca con cautela sospettando un crollo definitivo… ma il tuo letto invitante e pigro non se ne curava. nemmeno i tuoi abbracci impazienti tanto impegnati a sfilare dalle tasche del tempo qualche ora in più di felicità. magnifici giorni ricordi? ce n’erano così pochi e non lo sapevamo. una benedizione il tuo seno e vero amore d’un tratto. dettagli della tua grazia nelle fughe notturne verso il mare…biondo profumo scivolava con un bacio nell’auto e il sanpietrino sotto le ruote veloci era musica eccellente da dedicare alla grande luna dei colli. non ti spaventano più gli inviperiti oroscopi dei medici ignoranti. ora in me rifletti l’astrazione della realtà e qui ti sento com’eri nell’affidabile interpretazione in cui l’amore ha pur sempre il diritto di essere infinito. a Roma stasera la tua addolorata bellezza si sottrae al richiamo della morte e verrà a spasso con me fino a domani.”

– Alberto Valli Fassi von Karuck Soheve. “Alle nostre deboli tracce” copyright 2014

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