“il salmastro nel vento che faceva impazzire le bandiere di confine portava il mare nell’aria che respiravamo a pieni polmoni sul litorale abbandonato di novembre. nuvole gonfie e minacciose si fondevano…rapidamente si separavano verso le Apuane. era tempo che ci prendessimo cura di nascondere la verità… di lì a poco saremmo stati ad un capo del mondo tu dall’altro io ma a tratti si insinuava un palpito di desolazione che ordinava più lunghi baci confortanti. poi tanta pioggia con qualche lacrima e di certo ti amavo non fosse altro che eri tu l’ultima emozione di un’epoca in agonia. non ebbi modo di dirti addio…posso farlo solo ora in questa pagina 249 anche se più tardi che mai la tua mano che mi accarezzava è uguale all’orma dei passi sulla sabbia vent’anni fa. ”

– Alberto Valli Fassi von Karuck Soheve. “Alle nostre deboli tracce” copyright 2014

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