“il quartetto di Schubert notturno indiano nel mezzo dell’oceano a gonfie vele verso le terrazze imbiancate dalla prima luce sull’isola greca o sul nostro letto di Bombay e lentamente al sud fino al tavolo di pietra nella pinetina per le nostre cene di luglio… quanto fu lunga la fuga e così serio il sentimento! non è retta la linea di confine tra la verità e l’antica intuizione ossia tra l’essere lontani ed accettarlo. inesorabilmente questo. cause e ragioni non si distinguono bene… forse non ci sono per un precario equilibrio tra noi non avanza granché cui rinunciare. ascoltiamo ancora la nostra voce e non ci siamo annoiati, nemmeno perduti. nell’assurdità dell’estremo naufragio potremo almeno giudicare serenamente e ci abbandoneremo quieti alle correnti. ”

– Alberto Valli Fassi von Karuck Soheve. “Alle nostre deboli tracce” copyright 2014

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...