non sei tipo che si commuove facilmente. tantomeno ti lasci vincere da un solo attimo di memoria. la fuggevole vita non ti suggerisce il suo triste segreto. ma esitante per non dire controvoglia ti sarà d’obbligo un ritorno surreale al lungomare del Forte nel settembre del ’95. la tua giacca rossa gli stivali del temporale e sempre lassù il tuo affetto disattento. al pianoforte del Franceschi la rapsodia quasi blu farà la sua parte e così lungo il muro di cinta l’odore del muschio.
non aspettarti da me affermazioni incisive o rivelazioni a sproposito avrò con me solo uno specchio e null’altro su cui contare
lo terrai stretto tra le mani e ti vedrai come io ti vedevo ancor più ti sentirai come io ti sentivo. mi asterrò da ogni commento…se indispensabile esorterò qualche tua lacrima.
quando avverrà tutto questo? abbiamo rughe profonde e il tuo chirurgo non può fare miracoli. un poco di pazienza… non ci vorrà molto.
Alberto Valli Fassi von Karuck Soheve “Alle nostre deboli tracce” copyright 2014

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