smarrita dove sei non dovresti avere troppi impegni.
per questo forse ad ingannare l’eternità tieni il conto dei giorni che appena ci sfiorarono e se la diedero a gambe nello stupido deserto in cui non più del nulla perpetuamente accade.
ripetitivo sino all’irritante lo sconforto e faccio quindi del mio meglio per crederti al sicuro oltre la vita precaria tua vera collezione di mezze tragedie perlopiù inconsolabili.
le tue decisioni dall’esito incerto inaspettatamente ti diedero ragione: un’altra via d’uscita dalla tua prigione non era percorribile. ed ora ti è riservato un posto in prima fila nel teatrino dell’utopia quando convivere con l’assurdo diviene un gioco da ragazzi predispone all’ingenua speranza finalmente… inquieto fantasma che tu non hai mai intravisto… nemmeno di sfuggita.
Alberto Valli Fassi von Karuck Soheve “Alle nostre deboli tracce” copyright 2014

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