il traghetto thailandese bruciava nel sole lento lasciava le isole del tuo presuntuoso benessere.
se la traduzione è inaffidabile questo era tuttavia il senso a quaranta gradi e persino ridicolo quel fastidio sottopelle incomunicabile ma velenoso.
Costamui suonava pressappoco il nome del villaggio desolato se non altro per me incorreggibile antipatico ed in attesa della scadenza imminente.
il nostro tempo aveva ore contate. per ingrata volubilità la mia tristezza soffiò troppo sulla tua fiamma di candela.
non ci sarebbe stato per noi altro mare da attraversare.
solo ora ti confesso l’inatteso affetto riesumatosi non so perché né come.
sembra un debito d’amore e trovo così queste poche righe nell’urgenza di pareggiare il conto.
Alberto Valli Fassi von Karuck Soheve “Alle nostre deboli tracce” copyright 2014

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