(tu sai molte cose ormai)
tu sai molte cose ormai forse tutte. quindi sai bene quanto vorrei altri nuovi giorni per te dalle finestre ventose di Portman affacciate sull’inverno fino al Tamigi e…
quanto vorrei sfiorarti le labbra prima di baciarti per lasciarmi accecare dalla tua giovinezza una volta ancora abbagliante tua giovinezza che avrei dovuto proteggere tirando giù dal letto Dio in persona nella notte più fredda di tutti i secoli.
tanto nitida ora la mezzaluce delle nostre sere.
complici dell’attitudine all’emozione che ingrandiva come una lente l’incantesimo del futuro. a vederlo da qui sembra ancora una meraviglia e ti chiamavo bellapersempre scritto così per te nell’urgenza di vedermi ogni ora più pazzo d’amore
pur sapendo quanto mi fosse naturale.
i nostri anni lo sai non sono scomparsi e nemmeno sono morti si sono solo addormentati sotto l’ombrello dei pini ed anche i tuoi occhi hanno preferito restare da queste parti con l’intento di togliermi il respiro.
Alberto Valli Fassi von Karuck Soheve. “Alle nostre deboli tracce” copyright 2014

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