il progetto incalzante della mia morte lancia
segnali rilucenti.
ad un incomponibile riflettersi di un riflesso
della memoria, controsole che acceca.
per un attimo, sembrò l’inizio di un
lungo avvincente cammino e dopo un attimo,
bussa già
alla porta.
è necessario almeno sbrigarsi
ad un’attendibile testimonianza.
penne, fogli, calamai sono gratuiti
e così pure la colonna sonora,
avrei scelto Brahms, il celebre valzer degli addii.
la mia volontà, qualora me ne fosse rimasta,
è ininfluente.
mettiamola da parte una volta per tutte che
danni già ne ha
fatti abbastanza, tantopiù che persistere
o rinunciare ormai equivalgono.
c’è da arrovistare nei cassetti, nelle valigie,
negli armadi
e in soffitta. servono diari, lettere, memorie,
bisogna che mi dia da fare e alla svelta,
in extremis posso ancora farcela.
l’ultima solitudine ha messo a fuoco il mio ritratto.
se alla morte nemmeno questo bastasse, s’arrangi!
Alberto Valli Fassi von Karuck
“Alle nostre deboli tracce copyright 2014”

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