a H.)
ti devo molto e non potrò sdebitarmi.
se penso al mio testamento vado fuori strada, c’è poco
che ti possa interessare.
immagino ciò che ti aspetti,
qualcosa che somigli a ciò che hai dato: leggerezza,
freschezza, spensieratezza, ma io ne sono a corto da
una vita e non potrò mai trovarne anche una manciata
soltanto da restituirti.
credo ti debba rassegnare, non mi è congeniale quel tipo
di incantesimo e, se ce lo siamo goduti per un po’, fu
opera tua.
seguo mio malgrado altre vie, temo sempre l’avvenire.
amo struggermi nel passato sospeso in un presente
vacillante.
nulla di nuovo insomma, lo so che sorridi ma questa è una
sera speciale e ti ringrazio dalla camera 28 del Ritz non troppo
lontano da Rue des Beaux Arts dove mille anni fa abbiamo
vissuto.
dove ti amavo
Alberto Valli Fassi von Karuck Soheve.
“Alle nostre deboli tracce” copyright 2014

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