con solo qualche parola del tutto guarire è improbabile vero?
batte ancora nei polsi quel tempo che ci tese l’agguato,
abbagliati ma senza inciampare, guidava diritto l’ardore
degli inseparabili e sullo sfondo colorato di Mikonos,
non avresti più potuto essere così felice.
pura gioia dell’attimo che esplose nel sole e, non meno
di un secolo dopo di questo, soltanto dispongo per farmi
ricordare. l’infinito bagaglio delle nostre cose che hai creduto
scomparso in mare è, invece, sepolto sotto i miei libri
e così il puro significato che ritenevi un dono prezioso.
non dubitare, nulla andrà perduto e puoi anche farti vedere
da queste parti non dico subito l’anno prossimo almeno,
mi terrai informato se hai avuto il figlio che volevi o il marito
su misura che cercavi. e, se sarai ancora tanto bella,
ti darò uno specchio in cui ritentare l’inebriante ubriacatura
d’amore per un ultimo volo, laggiù, dove ci sembrò
troppo facile.
Alberto Valli Fassi von Karuck Soheve.
“Alle nostre deboli tracce” copyright 2014

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